Thailandia, export verso un 2026 di crescita moderata: atteso un aumento tra il 2% e il 4%
Le esportazioni della Thailandia dovrebbero crescere nel 2026 tra il 2% e il 4%, segnando un rallentamento rispetto alle performance particolarmente sostenute dell’anno precedente. La previsione arriva dal principale organismo di rappresentanza del settore logistico-spedizioniero e viene interpretata dagli operatori come l’avvio di una fase di normalizzazione del commercio estero, più che come un segnale di inversione del ciclo.
Nel 2025 il Paese ha beneficiato di un recupero significativo delle vendite all’estero, sostenuto dal rimbalzo della domanda globale e dal rafforzamento di alcune filiere industriali. Nel 2026, invece, la crescita continuerà ma a ritmi più contenuti, anche per effetto di una base di confronto elevata e di un contesto internazionale ancora esposto a incertezze geopolitiche, tensioni commerciali e politiche monetarie restrittive. In questo scenario, l’export in Thailandia nel 2026 riflette un passaggio verso una fase più matura del ciclo commerciale.
Secondo gli operatori, una parte rilevante della crescita attesa dipenderà dagli investimenti esteri diretti, che negli ultimi anni hanno ampliato la capacità produttiva del Paese. Questo processo rafforza l’integrazione della Thailandia nelle catene regionali del valore, ma aumenta anche la pressione competitiva sulle imprese locali di dimensioni medio-piccole, chiamate a confrontarsi con gruppi internazionali più strutturati.
Le stime sul 2026 restano differenziate. Alcune istituzioni adottano un approccio prudente, mentre altre sottolineano come il risultato finale dipenderà dall’evoluzione dei mercati di sbocco, dall’andamento dei cambi e dall’eventuale introduzione di nuove misure tariffarie. Il rafforzamento della valuta locale e l’aumento dei costi logistici e finanziari rappresentano fattori critici per la competitività dell’export in Thailandia nel 2026, soprattutto nei comparti più sensibili ai margini.
Emergono segnali di rallentamento nei comparti tradizionali, come l’agro-alimentare, mentre restano più solide le prospettive per i settori a maggiore contenuto tecnologico. Elettronica, componenti avanzati e produzioni ad alto valore aggiunto continuano a rappresentare un asse strategico per migliorare il posizionamento del Paese nel commercio internazionale e ridurre la dipendenza da produzioni a basso margine.
L’export in Thailandia nel 2026 si avvia verso un anno di crescita moderata ma non privo di opportunità. Non sarà un periodo di espansione straordinaria, bensì una fase in cui capacità di adattamento, solidità organizzativa e qualità delle scelte strategiche determineranno la competitività delle imprese orientate ai mercati internazionali.
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