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Prezzi dell’oro negli Emirati in forte rialzo: nuovo record globale sopra i 4.490 dollari

I prezzi dell’oro negli Emirati Arabi Uniti hanno registrato un forte rialzo, seguendo l’impennata delle quotazioni globali che hanno raggiunto un nuovo massimo storico. Il movimento riflette un contesto internazionale caratterizzato da crescenti tensioni geopolitiche e da aspettative di un allentamento delle politiche monetarie, fattori che continuano a rafforzare l’attrattiva dei metalli preziosi come beni rifugio.

Nel mercato locale degli Emirati, il prezzo dell’oro a 24 carati è aumentato di 7 dirham, raggiungendo i 540 AED al grammo. L’oro a 22 carati ha guadagnato 6,25 dirham salendo a 500 AED, mentre il 21 carati è cresciuto di 6,25 dirham fino a 479,5 AED. Anche il 18 carati ha registrato un incremento di 5,25 dirham, attestandosi a 411 AED, e il 14 carati è salito di 4 dirham a 320,5 AED.

A livello globale, l’oro spot è salito dell’1,09% a 4.482,66 dollari l’oncia, dopo aver toccato un record intraday di 4.497,55 dollari. I futures sull’oro negli Stati Uniti, con consegna a febbraio, hanno seguito la stessa tendenza, segnando un rialzo dello 0,96% fino a 4.512,30 dollari l’oncia.

Tensioni geopolitiche e aspettative sui tassi sostengono l’oro
Il rally dell’oro è stato alimentato dall’aumento delle incertezze geopolitiche, in particolare dalle tensioni tra Stati Uniti e Venezuela, che hanno spinto gli investitori a rifugiarsi in asset considerati più sicuri. A ciò si aggiungono le aspettative di ulteriori tagli dei tassi di interesse negli Stati Uniti, che rendono l’oro più attraente rispetto agli strumenti finanziari tradizionali.

Il metallo prezioso ha beneficiato anche delle prospettive di un cambiamento nella leadership della Federal Reserve e di un orientamento più accomodante della politica monetaria nel corso del prossimo anno. Nel complesso, l’oro ha registrato un aumento di oltre il 70% dall’inizio dell’anno, sostenuto da rischi geopolitici, acquisti da parte delle banche centrali, dinamiche di de-dollarizzazione e rinnovati afflussi negli ETF legati ai metalli preziosi.

Argento ai massimi storici
Anche l’argento ha toccato nuovi record, con il prezzo spot in rialzo dell’1,38% a 69,49 dollari l’oncia, dopo aver raggiunto un massimo storico di 69,98 dollari. Da inizio anno, l’argento ha registrato guadagni superiori al 141%, superando nettamente la performance dell’oro. Alla base di questa crescita vi sono carenze di offerta, una domanda industriale sostenuta e forti flussi di investimento.

Secondo gli analisti, nel breve periodo potrebbe verificarsi una fase di consolidamento legata alla riduzione dei volumi di scambio durante le festività. Tuttavia, la tendenza di fondo rimane positiva e il mercato guarda a un possibile ritorno del rally con l’aumento della liquidità, con l’oro che potrebbe puntare alla soglia dei 5.000 dollari l’oncia nel prossimo anno e l’argento verso i 75 dollari nel medio-lungo periodo.

Altri metalli preziosi in rialzo
Il forte slancio di oro e argento ha sostenuto anche gli altri metalli preziosi. Il platino è salito dell’1,2% a 2.145,10 dollari l’oncia, raggiungendo il livello più alto degli ultimi 17 anni, mentre il palladio ha guadagnato il 3,4% toccando un massimo di tre anni a 1.819 dollari, trainato dal clima positivo che domina il comparto dei metalli preziosi.

 

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