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Fisco Dubai influencer: i rischi per chi si trasferisce dagli Emirati

Dubai e fisco italiano: rischi per gli influencer

Molti influencer italiani scelgono Dubai come meta per il trasferimento della propria residenza fiscale, attratti dal regime di tassazione favorevole. Tuttavia, è fondamentale essere pienamente consapevoli dei rischi fiscali che si corrono nei confronti dell’Italia.

Rischi nell’anno del trasferimento ⚠️

Il primo e più grande rischio riguarda l’anno in cui si compie il trasferimento. Per la normativa fiscale italiana, una persona fisica è considerata residente fiscalmente in Italia se, per la maggior parte del periodo d’imposta (almeno 183 giorni, o 184 negli anni bisestili), ricorre almeno una delle seguenti condizioni:

  • È iscritta all’Anagrafe della Popolazione Residente (APR) italiana, anche se può offrire prova contraria, però non facile da fornire

  • Ha il domicilio in Italia (inteso come il centro principale delle relazioni personali e familiari)

  • Ha la residenza in Italia (intesa non solo come una dimora abituale a disposizione, ma anche come centro della vita quotidiana)

Per evitare di essere considerati residenti fiscalmente in Italia per l’intero anno, è necessario cancellarsi dall’Anagrafe italiana e iscriversi all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE).

Questa procedura dovrebbe essere completata prima di aver trascorso la maggior parte dell’anno solare all’estero, tuttavia attenzione: dopo le modifiche introdotte dalla riforma della fiscalità internazionale, dal 1.1.2024 la residenza in Italia o all’estero potrebbe essere dimostrata con la presenza fisica o meno sul territorio italiano per la maggior parte del periodo d’imposta, indipendentemente dalla data di iscrizione all’AIRE.

Inoltre non basta avere una residenza a Dubai e vivere lì per più di 183 giorni. L’Agenzia delle Entrate potrebbe comunque ritenere un influencer residente in Italia se non ha interrotto i suoi legami con il Paese, come ad esempio mantenere un’abitazione principale o una famiglia in Italia, o svolgere attività lavorative e avere un giro d’affari significativo con clienti italiani.

Rischi durante la permanenza a Dubai ⚠️

Anche dopo aver correttamente trasferito la residenza fiscale, i rischi non scompaiono. L’Agenzia delle Entrate può avviare delle verifiche per accertare se l’influencer ha mantenuto il suo “centro delle relazioni personali interessi vitali” in Italia. I segnali che possono destare sospetto includono:

  • Disponibilità di una casa in Italia: possedere o avere in affitto un’abitazione in Italia, a disposizione per sé o per i propri familiari, può essere un elemento a sfavore

  • Famiglia in Italia: la presenza del nucleo familiare (coniuge e figli, in particolare) in Italia è un forte indicatore del mantenimento dei legami

  • Attività lavorativa svolta in Italia: se l’influencer continua a svolgere attività di business in Italia, ad esempio partecipando a eventi, shooting fotografici, o incontrando clienti, ciò può essere interpretato come un segnale di una residenza fittizia

  • Patrimonio in Italia: mantenere consistenti investimenti, conti correnti, o beni mobili e immobili in Italia

Se l’Agenzia delle Entrate accerta che la residenza a Dubai è fittizia, può richiedere il pagamento delle imposte evase in Italia, con l’aggiunta di sanzioni salate (dal 120% al 240% dell’imposta dovuta) e interessi. Nei casi più gravi, si può incorrere anche in reati tributari ed essere sottoposti a procedimenti penal-tributari.

Rischi al rientro in Italia ⚠️

Quando un influencer decide di rientrare in Italia e ristabilire la propria residenza, può verificarsi un altro controllo. L’Agenzia delle Entrate potrebbe indagare sul periodo trascorso a Dubai per verificare la regolarità della posizione fiscale.

Anche in questo caso, se emergesse che la residenza a Dubai era fittizia, l’influencer verrebbe considerato residente fiscale in Italia per l’intero periodo di presunta permanenza all’estero, con le conseguenze già descritte: recupero delle imposte non versate, sanzioni e interessi. È dunque fondamentale poter dimostrare, con prove concrete (contratti di affitto a Dubai, bollette, movimenti bancari, testimonianze di attività lavorativa svolta negli Emirati Arabi Uniti), la genuinità del trasferimento di residenza per tutto il periodo.

Inoltre si sottolinea l’impatto su specifiche categorie: la nuova normativa incide su alcune categorie di soggetti, come i lavoratori in smart working per aziende estere, gli studenti stranieri o le persone che si trovano in Italia per assistenza a familiari, che potrebbero involontariamente diventare residenti fiscali.

La raccomandazione è quella di consultare esperti di fiscalità internazionale che possano aiutarvi ad evitare i rischi più rilevanti.

FA Business ha elaborato per gli interessati il “Test della residenza delle persone fisiche” che consente, grazie ad una check list “domande/risposte”, di verificare, sia preventivamente che durante la permanenza all’estero, gli eventuali rischi esistenti nella propria posizione personale.

Dr. Mauro Finiguerra

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