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Oman-Europa, prende forma il corridoio dell’idrogeno liquido

Il progetto per creare un corridoio energetico dell’idrogeno liquido tra Oman ed Europa continua ad avanzare e rafforza il ruolo del Sultanato nella nuova economia dell’energia pulita. Un ulteriore passo è arrivato con la partnership siglata tra EcoLog e la giapponese Kawasaki Heavy Industries, annunciata durante il World Hydrogen Summit 2026 di Rotterdam.

L’accordo punta a sviluppare una catena di approvvigionamento dedicata al trasporto di idrogeno liquefatto (LH2) dal porto di Duqm, in Oman, fino al porto di Amsterdam e successivamente verso Germania e altri mercati europei. L’obiettivo è costruire una delle prime rotte internazionali su larga scala per il commercio di idrogeno liquido tra Medio Oriente ed Europa.

Negli ultimi anni l’Oman ha aumentato gli investimenti nel settore dell’idrogeno verde, cercando di posizionarsi come uno dei principali produttori regionali di energia pulita destinata all’export. Il porto di Duqm è considerato il centro strategico di questa trasformazione grazie alla sua posizione geografica, alle infrastrutture industriali e alla possibilità di sviluppare grandi impianti alimentati da energia solare ed eolica.

Il progetto non riguarda soltanto la produzione di idrogeno, ma soprattutto la creazione di una filiera completa in grado di trasportarlo in sicurezza verso i mercati internazionali. Ed è proprio qui che entra in gioco la collaborazione con Kawasaki Heavy Industries, gruppo giapponese specializzato nelle tecnologie avanzate per il trasporto dell’idrogeno liquido.

Trasportare idrogeno in forma liquida rappresenta infatti una delle principali sfide del settore. Per essere movimentato via mare, l’idrogeno deve essere raffreddato a temperature estremamente basse e gestito attraverso navi e infrastrutture altamente specializzate. Questo richiede investimenti elevati, tecnologie avanzate e nuovi standard logistici.

Duqm al centro della strategia energetica omanita

Il porto di Duqm è diventato negli ultimi anni uno degli asset più importanti della strategia economica dell’Oman. La zona economica speciale che circonda il porto ospita progetti industriali, logistici ed energetici destinati a diversificare l’economia del Paese oltre il settore petrolifero tradizionale.

L’idrogeno verde viene oggi considerato uno dei pilastri di questa trasformazione. L’Europa, in particolare, è alla ricerca di nuove fonti energetiche pulite per sostenere la transizione industriale e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Germania e Paesi Bassi stanno investendo in infrastrutture dedicate all’importazione di idrogeno per alimentare settori industriali ad alto consumo energetico come acciaio, chimica e trasporti.

Il corridoio Oman-Europa nasce proprio per rispondere a questa domanda crescente. La prospettiva è quella di creare una rete stabile di produzione, trasporto e distribuzione capace di collegare il Golfo ai principali centri industriali europei.

Negli ultimi anni il Medio Oriente ha accelerato gli investimenti nell’idrogeno, considerato uno dei mercati energetici più promettenti per il futuro. Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Oman stanno sviluppando grandi progetti dedicati alla produzione di energia pulita, cercando di sfruttare il vantaggio competitivo legato alla disponibilità di spazio, sole e infrastrutture portuali.

Per l’Oman, il progetto del corridoio dell’idrogeno rappresenta anche un’opportunità economica e geopolitica. Oltre a rafforzare il ruolo del Paese come hub logistico ed energetico, il collegamento con l’Europa potrebbe attrarre nuovi investimenti internazionali nei settori industriali, portuali e tecnologici legati alla transizione energetica.

 

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