Bahrein: cresce l’export non petrolifero e avanza la diversificazione economica
Il Bahrein registra un progresso concreto nel percorso di diversificazione economica grazie alla crescita delle esportazioni non petrolifere. Nell’ultimo trimestre dell’anno scorso l’export non petrolifero Bahrein è aumentato di circa il 5% su base annua e ha superato l’equivalente di 2,9 miliardi di dollari. Il dato conferma una tendenza già visibile: il commercio estero del Regno non dipende più solo dagli idrocarburi. Crescono invece produzione industriale, metalli e lavorazioni a valore aggiunto.
La composizione delle esportazioni mostra questa evoluzione. Una quota rilevante arriva dall’industria dell’alluminio e dei metalli, con leghe e semilavorati tra le prime voci per valore. Il Paese dispone di una filiera industriale strutturata e orientata ai mercati esteri. Accanto ai metalli aumentano anche i prodotti della trasformazione industriale e dei materiali di base. Il sistema produttivo punta sempre più sulla lavorazione, non solo sull’estrazione.
Dal punto di vista geografico, il commercio resta integrato con i mercati vicini. L’Arabia Saudita è il primo sbocco delle vendite, seguita da Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti. Questo schema crea un doppio canale: integrazione regionale e accesso a mercati extra-regionali. Le imprese esportatrici possono così operare su rotte corte e lunghe.
Un altro dato importante riguarda le riesportazioni, anch’esse in aumento. L’export non petrolifero Bahrein si lega sempre più al ruolo di piattaforma commerciale e logistica. Una parte rilevante delle merci importate viene reindirizzata verso altri Paesi dopo stoccaggio o lavorazioni leggere. Tra i prodotti più riesportati figurano veicoli, metalli preziosi e beni ad alto valore unitario. Questo modello rafforza servizi doganali, logistica e finanza commerciale.
Le importazioni non petrolifere crescono a loro volta, con un ritmo superiore all’export. Tra i principali fornitori figurano Cina, Emirati e Paesi europei. I beni importati includono materie prime industriali, componenti e metalli. L’economia importa input, li trasforma e li rimette sul mercato come export o riesportazione. Il saldo commerciale trimestrale resta negativo, ma riflette una filiera produttiva attiva.
Nel complesso, la crescita dell’export non petrolifero Bahrein è coerente con la strategia nazionale di ridurre la dipendenza energetica e rafforzare la base industriale. Per chi lavora su contratti internazionali e commercio estero diventano centrali classificazione doganale, origine delle merci e gestione dei flussi tra import, trasformazione e riesportazione. Il trend mostra un sistema commerciale più articolato e meno concentrato su un solo settore.
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