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Crypto e fisco: la Corea del Sud sequestra 146 miliardi di won

Corea del Sud: sequestrati 146 miliardi di won in criptovalute per evasione fiscale

A Seoul, il National Tax Service (NTS) della Corea del Sud ha confiscato oltre 146 miliardi di won (circa 104 milioni di dollari) in asset digitali appartenenti a contribuenti che non hanno pagato le imposte dovute. L’operazione, condotta tra il 2021 e il 2024, rappresenta una delle più ampie azioni di recupero fiscale legate alle criptovalute nel Paese.

Il meccanismo dei sequestri digitali

Secondo i dati ufficiali trasmessi al deputato Kim Young-jin del Partito Democratico, le autorità fiscali hanno avviato procedimenti di sequestro contro 14.140 cittadini e aziende. Quando gli ispettori fiscali accertano un mancato pagamento, il direttore dell’ufficio fiscale notifica il provvedimento ai fornitori di servizi di asset virtuali, che congelano i conti e bloccano i wallet digitali dei contribuenti morosi. Il governo inserisce questa misura nel piano nazionale di rafforzamento della compliance fiscale e contrasta l’evasione nel settore delle valute digitali. L’NTS considera le criptovalute una forma di ricchezza mobiliare, che alcuni contribuenti utilizzano per occultare redditi e patrimoni grazie alla loro natura decentralizzata.

I risultati del recupero e le procedure in corso

Alla fine del 2024, il Fisco sudcoreano ha recuperato oltre 107,7 miliardi di won attraverso pagamenti volontari e vendite di asset confiscati. Gli ispettori fiscali mantengono sotto sequestro 38,4 miliardi di won, che riscuteranno tramite piani di rateizzazione o altre procedure amministrative in corso. L’NTS specifica che converte le criptovalute sequestrate in valuta fiat dopo la conclusione dei procedimenti fiscali e evita contestazioni legate alle fluttuazioni di mercato.

Un fenomeno in crescita e nuove misure di controllo

Il deputato Kim osserva che l’espansione del mercato delle criptovalute favorisce l’uso di asset digitali come strumenti di elusione e riciclaggio. Le autorità fiscali intensificano la cooperazione con gli exchange registrati e gli operatori fintech per migliorare la tracciabilità delle transazioni e identificare i contribuenti. Il governo sudcoreano sviluppa una piattaforma integrata di reporting fiscale che obbliga gli intermediari crypto a comunicare automaticamente alle autorità di vigilanza tutte le operazioni di acquisto, vendita e trasferimento. Il Paese mira ad allinearsi agli standard OCSE e previene i flussi di capitale non dichiarati verso l’estero.

Prospettive e impatti per il settore

Gli operatori fintech e gli investitori istituzionali considerano la stretta normativa una sfida e un passo verso la maturazione del mercato delle criptovalute in Asia. L’inclusione degli asset digitali nei meccanismi fiscali ordinari rafforza la legittimità del settore e impone nuovi adempimenti di compliance. La Corea del Sud consolida la sua posizione tra i Paesi più avanzati nel controllo dei flussi crypto e diventa un modello per le economie che integrano le valute digitali nei sistemi di vigilanza tributaria.

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