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CONTRAFFAZIONE LOOKALIKE: LA STRETTA DELLE DOGANE DI DUBAI A DIFESA DEL MADE IN ITALY – AVVOCATO CARMINE COVIELLO

DUBAI – Una barriera doganale impenetrabile contro i “cloni” del design e delle eccellenze agroalimentari italiane. Le autorità doganali di Dubai, in coordinamento con i principali organi di tutela della proprietà intellettuale degli Emirati Arabi Uniti, hanno annunciato una drastica intensificazione dei controlli e delle sanzioni commerciali mirate a contrastare non solo il falso esplicito, ma anche il fenomeno penalizzante del “lookalike” (l’imitazione parassitaria del packaging e dei marchi) che colpisce le produzioni del Made in Italy nel Golfo.

 

Il piano d’azione, operativo nei principali nodi logistici del Paese a partire dall’hub portuale di Jebel Ali e dall’aeroporto internazionale Al Maktoum, risponde a una precisa strategia economica bilaterale. Gli Emirati Arabi Uniti si stanno posizionando come la giurisdizione più severa e sicura del Medio Oriente per la protezione dei marchi esteri, eliminando l’area grigia in cui storicamente prosperavano i prodotti ingannevoli: varianti cromatiche minime, alterazioni di singole lettere nei nomi storici e design strutturali sovrapponibili studiati appositamente per confondere il consumatore locale e internazionale.

La tolleranza zero per il fenomeno “Lookalike”

A differenza della contraffazione convenzionale, che riproduce fedelmente e illecitamente un marchio registrato, il fenomeno del lookalike ha sfruttato a lungo le pieghe interpretative delle normative locali. I produttori di falsi introducevano sul mercato prodotti dal forte impatto visivo analogico (i cosiddetti “dupe”), aggirando le vecchie contestazioni letterali. La nuova direttiva doganale emiratina stravolge questo approccio, conferendo agli ispettori il potere di bloccare i carichi sospetti basandosi sul principio del “rischio di confusione globale visiva e contestuale”. Se un packaging evoca in modo parassitario le linee di un profumo iconico milanese o le caratteristiche grafiche di un formaggio DOP italiano, la merce viene immediatamente posta sotto sequestro amministrativo in attesa dell’esame peritale accelerato. I dati forniti dall’osservatorio doganale congiunto evidenziano come la stretta stia già portando a risultati significativi, in particolare su tre macro-comparti merceologici cruciali per l’export italiano verso l’area MENA (Middle East and North Africa): Alta Moda & Accessori, colpita principalmente da falsificazione diretta e riproduzione non autorizzata dei pattern geometrici di pelletteria. Azione applicata: Sequestro immediato e distruzione ecologica dei lotti. Agroalimentare (Food & Beverage), caratterizzato da fenomeni di Italian Sounding e packaging ingannevoli con bandiere e richiami geografici arbitrari. Azione applicata: Ritiro immediato dal mercato, pesanti sanzioni pecuniarie e ban dall’albo importatori per i recidivi.Arredamento & Illuminazione, spesso soggetto alla violazione di disegni e modelli industriali registrati (clonazione estetica). Azione applicata: Blocco del transito transfrontaliero e contenzioso rapido presso la corte speciale DIFC Court.

Strumenti digitali e Intelligence Doganale

A supporto degli ispettori doganali è entrata in funzione una piattaforma di intelligenza artificiale predittiva integrata direttamente con i registri del Ministero dell’Economia degli EAU. Questo sistema analizza i manifesti di carico in tempo reale e incrocia le informazioni visive dei nuovi depositi doganali con il database dei marchi notori registrati in Italia e tutelati internazionalmente. Le aziende italiane possono inoltre beneficiare dell’iscrizione dei propri titoli di proprietà intellettuale direttamente presso il portale delle Dogane di Dubai. Questa registrazione preventiva consente l’attivazione di alert automatici: qualora una spedizione contenente merci simili a quelle protette venga tracciata a nome di un distributore non autorizzato, il titolare del marchio in Italia riceve una notifica immediata per convalidare o bloccare la transazione prima ancora che la merce entri in commercio. L’inasprimento dei controlli si inserisce in un quadro di riforme strutturali che punta a consolidare la fiducia degli investitori europei. Dubai non intende più essere vista come una mera zona di transito permeabile per le merci contraffatte provenienti dal Sud-Est asiatico e dirette verso l’Africa o l’Europa, bensì come un garante assoluto della legalità commerciale. Per il tessuto industriale italiano, che vede negli Emirati Arabi Uniti un mercato di sbocco fondamentale e ad altissimo valore aggiunto, questa riforma rappresenta lo scudo legale più efficace e atteso degli ultimi anni.

 

Il meccanismo dell’alert preventivo: come funziona l’iscrizione al registro doganale

La vera svolta operativa per le imprese italiane risiede nella digitalizzazione e centralizzazione della vigilanza. Fino a poco tempo fa, l’onere della prova e l’individuazione del falso gravavano quasi interamente sul titolare del marchio, che doveva attivare investigatori privati a terra per rintracciare i lotti nei mercati di Deira o nelle Free Zones.  Oggi, l’attivazione della tutela avviene a monte attraverso l’iscrizione dei titoli di Proprietà Intellettuale nel portale telematico di Dubai Customs. Quando un container attracca a Jebel Ali, l’intelligenza artificiale scansiona la bolla di accompagnamento e il manifesto di carico.  Se i codici doganali o la descrizione del prodotto presentano analogie visive o fonetiche con un brand italiano registrato, il sistema genera un alert automatico.  Il container viene instradato verso la “linea rossa” di ispezione fisica.  Lo studio legale rappresentante del marchio in Italia riceve una notifica digitale con la richiesta di confermare o smentire l’autenticità del lotto o l’autorizzazione del distributore entro un termine perentorio.

Oltre il “Falso”: la caccia all’Italian Sounding e ai “Dupe”

Se bloccare un logo identico (contraffazione pura) era una prassi consolidata, l’estensione del blocco ai prodotti lookalike scardina la strategia del parassitismo commerciale. Nel settore del Food & Beverage, il danno maggiore per l’economia italiana non deriva dai finti marchi industriali, ma dall’Italian Sounding: formaggi, oli e sughi prodotti in Nord Africa o in Asia che utilizzano packaging tricolori, immagini di paesaggi toscani o nomi fortemente evocativi (es. “San Reggio”, “Parmezana”) per agganciare la reputazione del prodotto autentico.  Con le nuove direttive, la dogana applica il criterio della “confusione contestuale”. Gli ispettori sono formati per riconoscere i marchi storici e le DOP italiane, analizzando l’impatto visivo complessivo (trade dress). Se l’estetica inganna il consumatore medio emiratino facendogli presumere un’origine italiana inesistente, scatta il sequestro amministrativo, la sanzione e, nei casi più gravi, il ban definitivo dell’importatore locale dai registri commerciali degli EAU.

La via giudiziaria rapida: il ruolo della DIFC IP Court

Per le controversie più complesse – in particolare quelle legate al plagio del design industriale (arredamento, illuminazione e componentistica hi-tech) – le aziende italiane possono aggirare le lungaggini dei tribunali civili ordinari ricorrendo alla DIFC IP Court (la sezione specializzata in Proprietà Intellettuale della Dubai International Financial Centre Court). Questa corte opera in lingua inglese, segue un modello procedurale di matrice anglosassone (Common Law) ed è celebre per la sua tempestività. In presenza di prove evidenti di contraffazione estetica o di violazione di un brevetto di design registrato negli EAU, la DIFC Court è in grado di emettere ingiunzioni restrittive urgenti (injunctions) entro 48 ore, congelando i beni del distributore illecito e impedendo lo sdoganamento o la commercializzazione su tutto il territorio nazionale ed extra-nazionale.

 

Consigli utili

È consigliabile affidarsi a un professionista esperto in materia di proprietà intellettuale per garantire la salvaguardia dei propri interessi. Lo Studio Legale Coviello, ha adottato un protocollo di tutela che favorisce l’espansione internazionale delle aziende nei mercati degli EAU. Il percorso proposto dai nostri consulenti rappresenta la migliore soluzione per tutelare la vostra azienda nel settore della Proprietà Intellettuale, sviluppare il vostro marchio ed espandere il vostro business in questi territori.

 

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