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AEO nel Golfo: perché la certificazione è diventata strategica per import ed export

Le piccole e medie imprese stanno entrando nel 2026 con priorità sempre più chiare in termini di tecnologia, credibilità del brand e sviluppo delle reti professionali. È quanto emerge dal Work Change Report di LinkedIn, che analizza come l’adozione dell’intelligenza artificiale e le competenze digitali stiano influenzando le strategie di crescita delle SMB, mettendo però in evidenza forti disparità nell’utilizzo dell’AI.

Secondo il report, la tecnologia rappresenta uno dei principali fattori competitivi per le piccole imprese, ma l’adozione dell’intelligenza artificiale resta disomogenea. L’AI viene sempre più utilizzata per supportare l’automazione dei processi, le decisioni basate sui dati e le attività di marketing. Tuttavia, solo il 26% dei professionisti utilizza l’AI per attività avanzate come la strategia o l’analisi dei dati, mentre meno della metà la applica in modo costante nel lavoro quotidiano.

Adozione dell’AI e gap di competenze
Il report evidenzia una crescita significativa delle competenze di alfabetizzazione all’AI, soprattutto nelle aziende più grandi. Tra le imprese con 11–50 dipendenti, le competenze legate all’AI sono cresciute del 67% su base annua, contro un aumento del 99% nelle aziende con oltre 1.000 dipendenti. Questo divario mette in luce una difficoltà strutturale per le SMB nel tenere il passo con i grandi gruppi.

Quasi la metà dei dipendenti delle piccole e medie imprese (49%) afferma di stare imparando a utilizzare l’AI con il supporto del datore di lavoro. Allo stesso tempo, però, il 50% dichiara di non avere chiarezza su quali competenze sia prioritario sviluppare. La domanda di formazione applicata rimane elevata, con un forte interesse verso progetti reali, apprendimento sul posto di lavoro e percorsi di formazione virtuale.

Marketing, autenticità e valore umano
Nonostante l’AI venga percepita come uno strumento che accelera la creazione di contenuti – secondo l’80% dei marketer delle SMB – il fattore umano resta centrale. Il 73% degli operatori ritiene infatti che la voce umana stia diventando sempre più importante, soprattutto in termini di autenticità e relazione con il pubblico.

Le piccole imprese mostrano una maggiore attenzione ai contenuti guidati dalla community: il 76,6% delle SMB considera l’autenticità una priorità, contro il 60% delle grandi aziende. Questo dato suggerisce che, mentre l’AI supporta l’efficienza, la credibilità del brand continua a dipendere da messaggi genuini e da un coinvolgimento diretto con la propria rete.

Reti professionali e crescita
Un altro elemento chiave emerso dal report riguarda l’importanza del networking. I professionisti che lavorano in aziende con 50 dipendenti o meno hanno ampliato le proprie reti del 11% su base annua, superando la crescita del 9% registrata nelle grandi imprese. L’espansione delle reti professionali supporta attività cruciali come la generazione di lead, il recruiting e la costruzione di partnership strategiche.

Nel complesso, il quadro delineato da LinkedIn mostra come le SMB stiano cercando di bilanciare tecnologia e fattore umano. L’intelligenza artificiale è sempre più centrale nelle strategie operative, ma la mancanza di competenze chiare e uniformi rischia di rallentarne l’adozione. In vista del 2026, la sfida per le piccole imprese sarà integrare l’AI in modo efficace, senza perdere autenticità, relazioni e credibilità sul mercato.

 

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