Revolut prepara lo sbarco nelle criptovalute a Dubai
Revolut ha compiuto un primo passo verso l’ingresso regolamentato nel mercato delle criptovalute degli Emirati Arabi Uniti, ottenendo dalla Virtual Assets Regulatory Authority di Dubai (VARA) l’approvazione preliminare per una licenza da fornitore di servizi su asset virtuali.
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La decisione non equivale ancora a un’autorizzazione definitiva. Revolut non può quindi iniziare immediatamente a offrire compravendita, scambio o gestione di criptovalute ai residenti degli Emirati. Il via libera “in principle” indica, più precisamente, che l’autorità ha valutato favorevolmente l’impostazione iniziale del progetto e ha consentito alla società di proseguire il percorso autorizzativo.
Prima dell’avvio commerciale, la fintech dovrà completare le verifiche richieste da VARA e dimostrare di possedere strutture adeguate in materia di governance, sicurezza informatica, tutela dei clienti, custodia degli asset, gestione dei rischi e prevenzione del riciclaggio. Solo dopo il rispetto di queste condizioni potrà ricevere la licenza pienamente operativa.
Cosa potrà offrire Revolut
L’approvazione riguarda diverse categorie di attività: servizi di brokeraggio, scambio di asset virtuali, gestione degli investimenti e altri strumenti collegati alle criptovalute. Una volta concluso l’iter, Revolut potrebbe integrare tali funzioni nella propria applicazione, permettendo agli utenti idonei di gestire valute tradizionali e asset digitali all’interno dello stesso ambiente.
Il modello sarebbe coerente con quello sviluppato dalla società in altri mercati. Revolut è nata come applicazione per il cambio valutario e i pagamenti internazionali, ma nel tempo ha ampliato l’offerta includendo conti digitali, carte, trasferimenti, strumenti di investimento e servizi crypto. La società dichiara oggi più di 75 milioni di clienti a livello mondiale.
Negli Emirati, tuttavia, il lancio dovrà rispettare un quadro normativo specifico. Le attività collegate agli asset virtuali a Dubai sono sottoposte alla supervisione di VARA, mentre i servizi di pagamento e portafoglio elettronico rientrano nella competenza della Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti. Revolut sta quindi costruendo la propria presenza attraverso autorizzazioni distinte, ciascuna relativa a una determinata area di attività.
Nel giugno 2026 la società ha già ottenuto dalla Banca Centrale le licenze per i Retail Payment Services e le Stored Value Facilities. Queste autorizzazioni aprono la strada a servizi come portafogli digitali, trasferimenti e strumenti di pagamento, ma non sostituiscono la licenza richiesta per operare nel settore crypto.
Perché l’approvazione preliminare è importante
Il valore della notizia non risiede soltanto nella possibile apertura di un nuovo servizio. L’arrivo di Revolut rafforza la competizione in un mercato nel quale sono già presenti exchange internazionali, piattaforme specializzate e operatori finanziari tradizionali interessati agli asset digitali.
Revolut dispone di un vantaggio particolare: una base di clienti già abituata a utilizzare un’unica applicazione per più attività finanziarie. L’integrazione delle criptovalute con pagamenti, cambio valuta e trasferimenti potrebbe rendere l’accesso agli asset digitali più semplice per il pubblico non specialistico. Proprio questa facilità di utilizzo rende però essenziali controlli rigorosi sulle informazioni offerte ai clienti, sull’adeguatezza dei prodotti e sulla gestione dei rischi.
Le criptovalute restano infatti attività soggette a oscillazioni elevate, possibili perdite di capitale e rischi operativi differenti da quelli associati ai normali depositi bancari. Una licenza regolamentare non elimina tali rischi e non trasforma gli asset virtuali in prodotti garantiti. Attesta, invece, che l’operatore deve rispettare requisiti definiti dall’autorità e sottoporsi a vigilanza.
Dubai consolida il suo modello regolamentato
La scelta di Revolut conferma l’attrattività di Dubai come centro regionale della finanza digitale. VARA è stata istituita per costruire un sistema dedicato agli asset virtuali, separando gli operatori autorizzati da quelli privi dei requisiti necessari e introducendo regole specifiche per exchange, broker, custodia e gestione degli investimenti.
L’obiettivo dell’emirato non è consentire una crescita priva di controlli, ma attirare società internazionali all’interno di un ambiente regolamentato. Questo approccio punta a conciliare innovazione, sviluppo economico e protezione del mercato, imponendo alle piattaforme procedure precise su trasparenza, sicurezza e antiriciclaggio.
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