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Arabia Saudita, 15 stadi per i Mondiali 2034: il calcio accelera la trasformazione del Paese

L’Arabia Saudita prepara un vasto piano infrastrutturale in vista dei Mondiali 2034, con 15 stadi distribuiti tra Riyadh, Gedda, Al Khobar, Abha e NEOM. Il torneo diventerà uno degli strumenti principali della Vision 2030, accelerando gli investimenti in trasporti, aeroporti, turismo, nuove città e tecnologie.

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L’Arabia Saudita accelera i preparativi per la Coppa del Mondo FIFA 2034, presentando un piano infrastrutturale senza precedenti che prevede la realizzazione e l’ammodernamento di 15 stadi distribuiti in cinque città: Riyadh, Gedda (Jeddah), Al Khobar, Abha e NEOM.

Dopo l’assegnazione ufficiale del torneo da parte della FIFA, avvenuta l’11 dicembre 2024, il Regno ha avviato uno dei più ambiziosi programmi di sviluppo sportivo e urbano mai realizzati nella sua storia.

Il progetto non riguarda soltanto gli impianti destinati alle partite, ma rappresenta uno dei pilastri della Vision 2030, il piano con cui l’Arabia Saudita punta a diversificare la propria economia, rafforzare il turismo internazionale e sviluppare nuove infrastrutture in grado di sostenere la crescita del Paese nei prossimi decenni.

Secondo il dossier presentato alla FIFA, il torneo coinvolgerà complessivamente 15 stadi, di cui 11 completamente nuovi e 4 già esistenti, ma destinati a importanti interventi di riqualificazione. (FIFA Bid Book 2034)

Il King Salman Stadium sarà il cuore del torneo

Tra le opere più rappresentative figura il King Salman International Stadium, destinato a diventare il principale impianto calcistico del Paese. Con una capacità prevista di oltre 92.000 spettatori, ospiterà sia la cerimonia di apertura sia la finale della Coppa del Mondo.

Situato nella parte settentrionale di Riyadh, il nuovo stadio sarà il fulcro di un più ampio complesso sportivo comprendente aree verdi, impianti per l’allenamento, spazi dedicati all’intrattenimento e servizi destinati ai visitatori.

Dopo il Mondiale diventerà la sede principale della nazionale saudita e ospiterà grandi eventi sportivi e culturali.

Accanto al King Salman Stadium sorgeranno altri importanti impianti nella capitale, tra cui il Prince Mohammed bin Salman Stadium, progettato con un’architettura fortemente innovativa, e il nuovo New Murabba Stadium, inserito all’interno del gigantesco progetto urbano New Murabba.

Il futuristico stadio sospeso di NEOM

Tra gli impianti destinati ad attirare maggiore attenzione internazionale figura senza dubbio il NEOM Stadium, uno dei progetti più innovativi dell’intero torneo.

Lo stadio sorgerà all’interno di The Line, la città lineare in costruzione nel nord-ovest del Paese, e avrà una caratteristica unica: il terreno di gioco sarà collocato a oltre 350 metri di altezza rispetto al livello del suolo.

La struttura sarà completamente integrata nel tessuto urbano della nuova città e alimentata esclusivamente da energie rinnovabili, in linea con gli obiettivi ambientali del progetto NEOM.

L’impianto rappresenta uno degli esempi più evidenti della volontà saudita di utilizzare il Mondiale come vetrina delle proprie capacità ingegneristiche e delle nuove tecnologie applicate allo sviluppo urbano.

Non solo stadi: aeroporti, trasporti e nuove città

Il programma per i Mondiali 2034 coinvolge un numero molto più ampio di infrastrutture.

Parallelamente agli impianti sportivi, il governo saudita sta investendo miliardi di dollari nell’ampliamento degli aeroporti internazionali, nella realizzazione di nuove linee ferroviarie ad alta velocità, nell’espansione della rete metropolitana di Riyadh e nello sviluppo di nuove strutture ricettive.

Secondo il dossier di candidatura, entro il 2034 saranno disponibili centinaia di migliaia di camere d’albergo distribuite nelle città ospitanti. Importanti interventi riguarderanno anche la mobilità urbana, la logistica, le telecomunicazioni e i servizi digitali destinati ai milioni di visitatori attesi durante il torneo.

L’obiettivo è utilizzare la Coppa del Mondo come acceleratore degli investimenti già previsti dalla Vision 2030, integrando le nuove opere all’interno della pianificazione urbana e dello sviluppo economico del Paese.

 

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