In che modo l’Oman sta costruendo un’economia resiliente?
Negli ultimi anni l’Oman ha intrapreso un percorso economico molto diverso rispetto a quello adottato da altri Paesi del Golfo. Mentre molte economie della regione hanno puntato su grandi operazioni mediatiche, investimenti ultra-rapidi e progetti simbolici, il Sultanato ha scelto una linea più prudente, concentrata soprattutto sul rafforzamento della stabilità finanziaria e sulla riduzione della dipendenza dal petrolio attraverso un modello di economia resiliente Oman.
Il risultato è un modello che oggi inizia ad attirare attenzione internazionale. Non perché l’Oman sia diventato improvvisamente una potenza economica regionale, ma perché sta riuscendo a migliorare i propri fondamentali economici in una fase globale ancora molto instabile.
Uno dei segnali più evidenti riguarda il debito pubblico. Nel 2020, durante la fase più critica della pandemia e del crollo del petrolio, il debito dell’Oman aveva raggiunto circa il 68% del PIL. Nel giro di pochi anni, però, il governo è riuscito quasi a dimezzarlo, riportandolo intorno al 35%. Questo processo è stato accompagnato da avanzi di bilancio consecutivi fino al 2024, senza ricorrere a misure straordinarie come svalutazioni o controlli sui capitali.
La riduzione del debito ha avuto effetti immediati anche sulla credibilità internazionale del Paese. Le principali agenzie di rating hanno riportato il Sultanato nell’area investment grade, segnale che gli investitori considerano oggi l’Oman un’economia più stabile e meno rischiosa rispetto al recente passato.
Dietro questi risultati c’è una strategia economica molto precisa. Il governo omanita ha avviato un programma di consolidamento fiscale basato sul controllo della spesa pubblica, sul miglioramento delle entrate non petrolifere e su una gestione più efficiente delle finanze statali. A differenza di altri Paesi produttori di petrolio, Muscat ha scelto di utilizzare parte delle entrate energetiche per rafforzare il bilancio pubblico piuttosto che aumentare immediatamente la spesa.
Questo non significa però che il petrolio abbia perso importanza. Gli idrocarburi continuano a rappresentare una componente centrale dell’economia omanita e la volatilità dei prezzi internazionali resta uno dei principali rischi per il Paese. Proprio per questo motivo la leadership omanita sta cercando di accelerare la diversificazione economica attraverso la Vision 2040, il piano strategico che punta a sviluppare nuovi settori produttivi.
Tra le priorità ci sono logistica, industria manifatturiera, turismo, energie rinnovabili e idrogeno verde. L’Oman sta investendo soprattutto sulla propria posizione geografica, considerata uno dei suoi principali vantaggi competitivi. I porti di Sohar, Salalah e Duqm sono al centro di una strategia che mira a trasformare il Sultanato in una piattaforma logistica tra Asia, Africa e Medio Oriente.
Particolarmente importante è il progetto di Duqm, area economica speciale destinata ad attrarre industria, logistica e investimenti energetici. Qui il governo sta puntando anche sull’idrogeno verde, settore che potrebbe diventare uno dei pilastri della futura economia resiliente Oman grazie alla disponibilità di spazio, energia solare e accesso alle rotte marittime internazionali.
Anche i dati macroeconomici mostrano segnali di maggiore stabilità. Le previsioni indicano una crescita del PIL intorno al 2,9% nel 2025, con possibile accelerazione nel 2026, mentre l’inflazione resta tra le più basse a livello globale, sotto l’1%. Per un Paese emergente fortemente esposto alle dinamiche energetiche internazionali, si tratta di un elemento particolarmente rilevante.
La vera differenza dell’Oman, però, sta probabilmente nell’approccio. Il Sultanato non sta cercando una trasformazione immediata o fortemente spettacolarizzata. La strategia appare più graduale e focalizzata sulla sostenibilità finanziaria di lungo periodo.
Questo modello potrebbe rivelarsi un vantaggio in una fase globale caratterizzata da tensioni geopolitiche, frammentazione delle catene di approvvigionamento e crescente attenzione verso affidabilità e stabilità economica. In un Golfo sempre più competitivo, l’Oman sembra voler costruire il proprio spazio non attraverso la velocità, ma attraverso equilibrio, credibilità finanziaria e capacità di adattamento.
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