Il mercato dei nutraceutici negli Emirati Arabi Uniti: opportunità, compliance e strategie per le imprese italiane
I nutraceutici negli EAU: un mercato in crescita costante
Negli ultimi anni, il mercato globale dei nutraceutici ha subito una trasformazione strutturale, passando da segmento di nicchia a componente centrale delle strategie di prevenzione sanitaria e benessere individuale. In questo contesto, gli Emirati Arabi Uniti rappresentano oggi uno degli hub più interessanti dell’area MENA, non solo per dimensioni e capacità di spesa, ma per la velocità con cui il consumo di prodotti legati alla salute si sta istituzionalizzando.
Le stime più recenti indicano che il mercato nutraceutico negli UAE raggiungerà un valore di circa 2,6 miliardi di dollari nel 2026, con una proiezione di crescita fino a 5,9 miliardi entro il 2036, sostenuta da un tasso medio annuo dell’8,5%.1 All’interno di questo ecosistema, il segmento dei food supplements mostra una dinamica ancora più marcata: nel 2025 vale circa 618 milioni di dollari e si prevede possa superare 1,4 miliardi entro il 2033, con un CAGR superiore all’11% .2
Questi numeri non sono semplicemente il riflesso di un aumento della domanda, ma il risultato di una precisa strategia di policy.
Gli Emirati stanno progressivamente orientando il proprio sistema sanitario verso modelli di prevenzione, incentivando l’adozione di integratori attraverso campagne pubbliche, programmi aziendali e linee guida cliniche. Ne deriva un mercato in cui il consumo di nutraceutici non è più percepito come accessorio, ma come parte integrante dello stile di vita.
Per le imprese italiane, questo scenario presenta un evidente vantaggio competitivo: il posizionamento del Made in Italy nel segmento salute-benessere è associato a qualità, sicurezza e naturalità. Tuttavia, è proprio questo tipo di mercato “evoluto” a richiedere un approccio meno commerciale e più strategico.
Il quadro regolatorio
Il primo elemento da considerare è il quadro regolatorio, che costituisce il vero snodo dell’accesso al mercato. Negli Emirati, i nutraceutici sono generalmente qualificati come food supplements e soggetti a procedure di registrazione presso le autorità competenti, con particolare rilievo per il sistema Montaji della Dubai Municipality e per le disposizioni federali del Ministry of Climate Change and Environment. La compliance non si esaurisce nella documentazione formale, ma investe aspetti
sostanziali quali la composizione del prodotto, la validità scientifica dei claim e la conformità dell’etichettatura, che deve essere predisposta anche in lingua araba.
In primo luogo, la composizione del prodotto deve essere coerente con gli standard previsti dalla normativa emiratina e dagli standard del Golfo. In questo ambito assumono particolare rilevanza i regolamenti tecnici emanati dalla Emirates Authority for Standardization and Metrology (ESMA) – oggi integrata nel Ministry of Industry and Advanced Technology (MoIAT) – tra cui lo standard UAE.S GSO 2571:2015 relativo ai requisiti generali degli alimenti, nonché le linee guida del Gulf Cooperation Council (GCC) in materia di integratori alimentari.
Alcuni ingredienti comunemente utilizzati nei prodotti europei possono risultare soggetti a restrizioni o richiedere specifiche autorizzazioni, soprattutto per quanto riguarda sostanze botaniche, vitamine ad alto dosaggio o composti con effetti fisiologici rilevanti. Un secondo profilo critico riguarda la validità e ammissibilità dei claim salutistici. Le autorità emiratine adottano un approccio prudenziale, richiedendo che ogni indicazione relativa a benefici per la salute sia supportata da evidenze scientifiche adeguate e non risulti fuorviante per il consumatore. In questo senso, pur in assenza di un sistema perfettamente sovrapponibile a quello europeo di cui al Regolamento (CE) n. 1924/2006, si registra una tendenza ad allinearsi a standard internazionali, con un controllo particolarmente rigoroso su claim che possano essere interpretati come terapeutici. L’utilizzo di espressioni quali “cura”, “trattamento” o riferimenti impliciti a patologie è generalmente vietato o fortemente limitato, con il rischio concreto di rigetto della registrazione o ritiro dal mercato.
Infine, un elemento spesso sottovalutato riguarda la conformità dell’etichettatura, che rappresenta uno degli aspetti più frequentemente oggetto di osservazioni da parte delle autorità. Le etichette devono rispettare i requisiti previsti dallo standard GSO 9:2013 (Labelling of Prepackaged Foodstuffs) e dalle normative locali applicabili, prevedendo obbligatoriamente l’indicazione in lingua araba (che può affiancare l’inglese), oltre a informazioni dettagliate su ingredienti, allergeni, data di scadenza, paese di origine e modalità d’uso. Anche elementi apparentemente secondari, come il formato delle date, la dimensione dei caratteri o la corretta traduzione dei termini tecnici, possono incidere sull’esito della procedura di registrazione. In questa prospettiva, uno degli errori più frequenti da parte delle imprese europee consiste nel considerare la registrazione come un adempimento meramente formale. Al contrario, l’esperienza operativa dimostra che l’accesso al mercato emiratino richiede un vero e proprio processo di product adaptation, in cui aspetti regolatori, scientifici e comunicativi devono essere affrontati in modo integrato sin dalle fasi iniziali di sviluppo o selezione del prodotto.
Le specificità regolatorie relative agli ingredienti botanici
Gli ingredienti botanici sono soggetti a specifici aspetti regolatori.
In primo luogo, la composizione del prodotto deve essere coerente con gli standard previsti dalla normativa emiratina e dagli standard del Golfo. Questo aspetto assume una rilevanza ancora maggiore nel caso di ingredienti di origine vegetale, per i quali non esiste un sistema completamente armonizzato e codificato come quello europeo.
Nel contesto degli Emirati Arabi Uniti, le sostanze botaniche sono oggetto di una valutazione particolarmente prudenziale da parte delle autorità competenti. In assenza di una “lista positiva”
esaustiva, come avviene in altri ordinamenti, l’ammissibilità di un estratto vegetale viene spesso determinata caso per caso, sulla base di criteri che combinano sicurezza alimentare, uso tradizionale e letteratura scientifica disponibile. Le linee guida applicabili derivano in parte dagli standard del Gulf Cooperation Council (GCC) e in parte da riferimenti internazionali, tra cui Codex Alimentarius e, in via indiretta, anche pratiche regolatorie europee.
Per un operatore che produce ingredienti, ciò comporta alcune implicazioni operative rilevanti. Non è sufficiente dimostrare la sicurezza generale della pianta o dell’estratto, ma diventa essenziale documentare in modo puntuale l’intero profilo dell’ingrediente, includendo la specie botanica (con corretta identificazione tassonomica), la parte della pianta utilizzata, il metodo di estrazione e la standardizzazione dei principi attivi. Differenze anche minime – ad esempio tra estratto secco e idroalcolico, o tra diverse concentrazioni di attivo – possono incidere sull’esito della valutazione.
Particolare attenzione è riservata agli ingredienti che presentano effetti fisiologici marcati o che si collocano in una “zona grigia” tra alimento e prodotto terapeutico. Estratti vegetali utilizzati in Europa come integratori – ad esempio adattogeni, stimolanti o sostanze con effetti su metabolismo, sistema nervoso o sistema ormonale – possono essere oggetto di restrizioni o richiedere evidenze scientifiche rafforzate. In alcuni casi, le autorità possono richiedere documentazione assimilabile a quella di un novel food o, nei casi più critici, escludere l’ingrediente dalla categoria dei food supplements.
Un ulteriore profilo critico riguarda la presenza di residui, contaminanti o solventi di estrazione, che devono rientrare nei limiti previsti dagli standard GSO e dalle normative locali sulla sicurezza alimentare. Anche in questo caso, per un produttore di ingredienti, diventa fondamentale disporre di certificazioni analitiche aggiornate e tracciabili, coerenti con i requisiti richiesti dalle autorità emiratine.
La certificazione Halal, quale elemento strategico
Nel processo di product adaptation si inserisce un tema cruciale e ancora troppo spesso sottovalutato: la certificazione Halal.
Sebbene i nutraceutici non siano sempre formalmente obbligati a ottenere una certificazione Halal, la sua assenza può rappresentare un limite significativo in termini di accesso al mercato e di percezione del consumatore. Gli Emirati Arabi Uniti si collocano infatti all’interno di uno dei più grandi ecosistemi halal a livello globale, con un mercato alimentare certificato che supera i 58 miliardi di dollari e continua a crescere stabilmente. In questo contesto, il concetto di Halal non si limita alla conformità religiosa, ma si estende a valori quali tracciabilità, purezza degli ingredienti e qualità del processo produttivo.
Nel segmento nutraceutico, la domanda di prodotti halal-certified è in aumento, trainata da una crescente attenzione verso ingredienti “clean label” e processi produttivi eticamente conformi. A livello globale, una quota significativa dei supplementi – in particolare vitamine e prodotti a base vegetale – è già orientata verso standard halal, con una domanda sostenuta sia nei mercati a maggioranza musulmana sia tra consumatori attenti alla qualità .
Per un operatore italiano, ciò implica che la certificazione Halal non debba essere considerata un mero requisito accessorio, ma uno strumento strategico di posizionamento. Essa incide direttamente
sulla possibilità di accedere a determinati canali distributivi, sulla selezione da parte degli importatori locali e, soprattutto, sulla fiducia del consumatore finale.
La scelta del canale distributivo
Accanto al profilo regolatorio e certificativo, la scelta del canale distributivo rappresenta un ulteriore elemento strategico. Il mercato emiratino mantiene una forte componente fisica, con farmacie e punti vendita specializzati che continuano a detenere una quota rilevante, ma registra al contempo una crescita significativa dell’e-commerce, che sta ridefinendo le modalità di ingresso per operatori internazionali. In questo contesto, la presenza di un partner locale rimane spesso determinante, non solo per ragioni legali, ma per la gestione delle dinamiche commerciali e relazionali che caratterizzano il mercato.
Le criticità principali per le imprese italiane non risiedono tanto nella domanda – che è strutturalmente crescente – quanto nella capacità di affrontare un sistema complesso, in cui regolazione, cultura e strategia commerciale sono strettamente interconnesse. La concorrenza, in particolare da parte di operatori statunitensi e asiatici, si gioca sempre più su elementi quali rapidità di registrazione, adattamento del prodotto e investimento in certificazioni.
In questo scenario, l’internazionalizzazione non può essere affrontata come un semplice processo di esportazione, ma richiede un approccio integrato che combina competenze legali, regolatorie e di mercato. Le imprese che riescono a interpretare correttamente queste variabili non solo accedono a un mercato ad alto potenziale, ma si posizionano all’interno di un hub regionale che funge da piattaforma di redistribuzione verso l’intera area del Golfo e, più in generale, verso i mercati halal globali.
BY AVVOCATO MARTA FUSCO
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- Avvocato Fusco









































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































